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Giovane diplomata dubbiosa

Diplomati in Italia: molti si pentono del percorso scelto

14 maggio 2018

Un numero piuttosto elevato di diplomati compirebbe scelte di studio diverse, se potesse tornare indietro.

Ogni anno AlmaDiploma redige un rapporto volto ad indagare la condizione dei giovani diplomati a distanza di 1 e 3 anni dal conseguimento del diploma di maturità. Alcuni dati emersi dal rapporto 2017 sembrano suggerire che una consistente fetta di diplomati si sia pentita del percorso di studi scelto.

Valutazione esperienza scolastica.

Prima del conseguimento del diploma, il 25% degli intervistati dichiarava che se avesse potuto tornare indietro si sarebbe iscritto ad un altro indirizzo o corso in un'altra scuola. Nello specifico, gli studenti a pensarla in questo modo erano più del 20% nei licei, più del 30% negli istituti tecnici e più del 28% in quelli professionali.

Ad un anno dal conseguimento del diploma, alla medesima domanda il 27% dei neodiplomati risponde che se tornasse indietro si iscriverebbe ad un altro indirizzo/corso in una scuola diversa: ciò è vero per più del 21% di coloro che hanno frequentato un liceo, e per più del 32% e 41% di coloro che hanno conseguito un diploma tecnico o professionale.

comparazione reiscrizione

 

Condizione occupazionale e formativa.

Ad un anno dal conseguimento del diploma, il 51% degli intervistati è iscritto all’università, il 18% lavora, il 15% concilia studio e lavoro e il 10% è alla ricerca di un impiego.

Tra chi decide di proseguire gli studi, troviamo il 66% di ex liceali, il 36% e il 17% di ex studenti iscritti a istituti tecnici e professionali. Questi ultimi rappresentano la maggior parte di coloro che, ad un anno dall’Esame di Stato, dichiara di avere un impiego: il 30% per quanto riguarda gli istituti tecnici e il 40% per quanto concerne quelli professionali. Il dato percentuale per i licei è di molto più basso (7%). Il 19% di ex liceali dichiara però di conciliare lavoro e studio (contro l’11% degli istituti tecnici e il 6% di quelli professionali).

Chi si iscrive all'università lo fa spinto dal desiderio di migliorare le possibilità di trovare lavoro (45%) e - in misura minore - da quello di migliorare la propria formazione culturale (30%). La coerenza fra corso di laurea e diploma non è molto alta: su una scala da 1 a 10 il punteggio medio si aggira attorno a 6.4 (6.5 per i licei, 6.5 per gli istituti tecnici e 5.6 per i professionali).

Per quanto riguarda invece la generale soddisfazione relativa al proprio impiego ad un anno dal diploma, su una scala da 1 a 10, questa si registra attorno ad un punteggio di 7, senza grandi differenze per tipologia di diploma (si rileva un media di 7 per i licei, di 7.4 per gli istituti tecnici e di 6.9 per quelli professionali).

A tre anni dal conseguimento del diploma il 44% degli intervistati è iscritto all’università, il 27% lavora, il 18% studia e lavora e il 7% è alla ricerca di un impiego.

Tra gli studenti universitari troviamo una grande fetta di ex liceali (61%) e una più piccola quota di ex studenti di istituti tecnici (32%) e professionali (12%). La coerenza tra diploma e corso di studio universitario intrapreso, su una scala da 1 a 10, si registra attorno ad un punteggio di 6.4 (6.4 per i licei, 6.3 per gli istituti tecnici e 5.9 per quelli professionali).

Tra coloro che invece lavorano, la percentuale più alta si registra tra gli ex studenti di istituti professionali (60%), seguiti da quelli di istituti tecnici (42%). La percentuale relativa ai licei è di molto più bassa (7%). La generale soddisfazione lavorativa, su una scala da 1 a 10, si attesta attorno ad un punteggio medio di 7 per i licei, 7.4 per gli istituti tecnici, e 7.1 per quelli professionali.

condizione occupazionale e formativa 

 

Utilizzo delle competenze scolastiche.

Ad un anno dal diploma, 19 diplomati su 100 dichiarano di utilizzare in maniera elevata le competenze acquisite durante gli anni di formazione scolastica. Secondo il 39% e il 42% degli intervistati, invece, le competenze acquisite a scuola sono utili solo in parte o addirittura per nulla. Tra chi sostiene quest’ultima verità troviamo soprattutto gli ex liceali (il 47%, contro il 38% e il 37% di ex studenti di istituti tecnici e professionali).

Anche a tre anni dal conseguimento del titolo, le competenze acquisite durante gli anni scolastici si confermano essere per lo più inutili in ambito lavorativo (lo afferma il 45% degli ex liceali, il 36% degli ex studenti di istituti tecnici e il 41% di quelli di istituti professionali). La percentuale di chi invece le ritiene utili in misura elevata sono piuttosto basse (17% per i licei, 21% per gli istituiti tecnici e 18% per quelli professionali).

uso competenze scolastiche al lavoro

 

Connessione tra diploma e attività lavorativa.

Il 17% degli intervistati che hanno trovato lavoro ad un anno dal conseguimento del titolo afferma di avere un impiego per cui il diploma posseduto è necessario per legge. 23 diplomati su 100 sostengono che, sebbene non necessario per legge, il diploma posseduto è comunque, di fatto, necessario. 30 intervistati su 100 ritengono il proprio diploma utile, ma non necessario al corretto svolgimento della mansione lavorativa assegnata, e 28 su 100 ritengono che il diploma posseduto non sia né utile né necessario.

A tre anni dal diploma la situazione sembra rimanere piuttosto invariata. Per la maggior parte degli intervistati provenienti da licei (36%) e da istituti tecnici (30%), il titolo conseguito è utile ma non necessario ai fini del corretto svolgimento dell’attività lavorativa. Per il 28% degli ex studenti di istituti tecnici e per il 29% di quelli di istituti professionali il diploma è invece necessario, anche se non richiesto.

utilità diploma al lavoro

 


Fonte: https://www.almadiploma.it/info/pdf/scuole/occupazione2017/volume_completo2017.pdf