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Giovane diplomata dubbiosa

Diplomati in Italia: molti si pentono del percorso scelto

29 novembre 2021

Un numero piuttosto elevato di diplomati compirebbe scelte di studio diverse, se potesse tornare indietro.

Ogni anno AlmaDiploma redige un rapporto volto ad indagare la condizione dei giovani diplomati a distanza di 1 e 3 anni dal conseguimento del diploma di maturità. L’indagine 2020, presentata nel febbraio 2021, ha coinvolto 46 mila diplomati del 2019, contattati a un anno dal termine degli studi, e 47 mila diplomati del 2017, contattati a tre anni dal termine degli studi.

Alcuni dati emersi dal rapporto 2021 sembrano suggerire che una consistente fetta di diplomati si sia pentita del percorso di studi scelto.

Valutazione esperienza scolastica.

Prima del conseguimento del diploma, il 23,1% degli intervistati dichiarava che se avesse potuto tornare indietro si sarebbe iscritto ad un altro indirizzo o corso in un'altra scuola. Nello specifico, gli studenti a pensarla in questo modo erano più del 19% nei licei, più del 25% negli istituti tecnici e più del 31% in quelli professionali.

Ad un anno dal conseguimento del diploma, alla medesima domanda il 23,9% dei neodiplomati risponde che se tornasse indietro si iscriverebbe ad un altro indirizzo/corso in una scuola diversa: ciò è vero per più del 19% di coloro che hanno frequentato un liceo, e per più del 27% e 34% di coloro che hanno conseguito un diploma tecnico o professionale.

almadiploma valutazione esperienza scolastica

Condizione occupazionale e formativa.

Ad un anno dal conseguimento del diploma, il 57% degli intervistati è iscritto all’universitàil 15,9% lavora, il 13% concilia studio e lavoro e il 8,9% è alla ricerca di un impiego.

Tra chi decide di proseguire gli studi, troviamo il 73% di ex liceali, il 41% e il 21% di ex studenti iscritti a istituti tecnici e professionali. Questi ultimi rappresentano la maggior parte di coloro che, ad un anno dall’Esame di Stato, dichiara di avere un impiego: il 28% per quanto riguarda gli istituti tecnici e il 39% per quanto concerne quelli professionali. Il dato percentuale per i licei è di molto più basso (4%). Il 24% di ex liceali dichiara però di conciliare lavoro e studio (contro l’16% degli istituti tecnici e il 8% di quelli professionali).

Chi si iscrive all'università lo fa spinto dal desiderio di migliorare le possibilità di trovare lavoro (45%) (per sapere quali sono le lauree più richieste, leggi il nostro articolo dedicato) e - in misura minore - da quello di migliorare la propria formazione culturale (34%). 

La coerenza fra corso di laurea e diploma è sufficiente: su una scala da 1 a 10 il punteggio medio si aggira attorno a 6.8 (6.8 per i licei, 7 per gli istituti tecnici e 5.7 per i professionali).

Per quanto riguarda invece la generale soddisfazione relativa al proprio impiego ad un anno dal diploma, su una scala da 1 a 10, questa si registra attorno ad un punteggio di 7, senza grandi differenze per tipologia di diploma.

A tre anni dal conseguimento del diploma il 46,5% degli intervistati è iscritto all’università, il 24,8% lavora, il 20% studia e lavora e il 6,4% è alla ricerca di un impiego. Tra gli studenti universitari troviamo una grande fetta di ex liceali (61%) e una più piccola quota di ex studenti di istituti tecnici (31%) e professionali (16%). Tra coloro che invece lavorano, la percentuale più alta si registra tra gli ex studenti di istituti professionali (56%), seguiti da quelli di istituti tecnici (41%). La percentuale relativa ai licei è di molto più bassa (7%).

 almadiploma condizione occupazionale formativa

Utilizzo delle competenze scolastiche.

Ad un anno dal diploma, 20 diplomati su 100 dichiarano di utilizzare in maniera elevata le competenze acquisite durante gli anni di formazione scolastica. Secondo il 39,7% e il 39,2% degli intervistati, invece, le competenze acquisite a scuola sono utili solo in parte o addirittura per nulla. Tra chi sostiene quest’ultima verità troviamo soprattutto gli ex liceali (il 48%, contro il 33% e il 34% di ex studenti di istituti tecnici e professionali).

Anche a tre anni dal conseguimento del titolo, le competenze acquisite durante gli anni scolastici si confermano essere poco utili nell’ambito lavorativo o accademico (lo afferma il 42% degli ex liceali, il 33% degli ex studenti di istituti tecnici e il 31% di quelli di istituti professionali). La percentuale di chi invece le ritiene utili in misura elevata è piuttosto bassa (19% per i licei, 18% per gli istituiti tecnici e 23% per quelli professionali).

almadiploma utilizzo competenze acquisite

Connessione tra diploma e attività lavorativa.

Il 16% degli intervistati che hanno trovato lavoro ad un anno dal conseguimento del titolo afferma di avere un impiego per cui il diploma posseduto è necessario per legge. 20 diplomati su 100 sostengono che, sebbene non necessario per legge, il diploma posseduto è comunque, di fatto, necessario. 34 intervistati su 100 ritengono il proprio diploma utile, ma non necessario al corretto svolgimento della mansione lavorativa assegnata, e 28 su 100 ritengono che il diploma posseduto non sia né utile né necessario.

A tre anni dal diploma la situazione sembra rimanere piuttosto invariata. Per la maggior parte degli intervistati provenienti da licei (38%) e da istituti tecnici (31%), il titolo conseguito è utile ma non necessario ai fini del corretto svolgimento dell’attività lavorativa. Per il 26% degli ex studenti di istituti tecnici e per il 23% di quelli di istituti professionali il diploma è invece necessario, anche se non richiesto.

almadiploma occupati richiesta diploma

Diplomate vs diplomati: differenze di genere

Le ragazze sono più interessate a proseguire gli studi: a un anno dal diploma, il 74% delle diplomate è iscritta a un corso universitario, contro il 65% dei diplomati. Questo avviene però solo tra i diplomati tecnici e professionali: tra i diplomati liceali la prosecuzione degli studi è maggiore per i maschi. Ciò è dovuto alla generale prosecuzione degli studi che caratterizza i corsi di studio liceali.

Per quanto riguarda la percentuale di occupati, i dati evidenziano differenze di genere a favore dei maschi. Infatti a un anno dal diploma, il 26% delle femmine sono disoccupate contro il 24% dei maschi.

Considerando invece coloro che conciliano studio e lavoro, il 16% delle ragazze sono iscritte all’università e allo stesso tempo lavorano: una percentuale elevata, considerato che solo il 9% dei coetanei maschi si trova ad affrontare entrambi gli impegni.

diplomati condizione-occupazionale maschi femmine

 


Fonte: http://www.almadiploma.it/info/pdf/scuole/occupazione2020/Rapporto_ESITI_2021.pdf 

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