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Alternanza scuola-lavoro: sì o no?

Alternanza scuola-lavoro: sì o no?

05 maggio 2020

Come funziona e cosa ne pensano insegnanti e studenti.

 

Trovare un lavoro finiti gli studi: è questa una delle maggiori preoccupazioni di studenti e genitori, che spesso chiedono alla scuola di creare collegamenti più efficaci con il mondo del lavoro. La stessa richiesta, in direzione opposta, parte delle aziende - specie del settore tecnologico e informatico - che di frequente lamentano la difficoltà di trovare candidati con le competenze necessarie per molte posizioni. Il MIUR ha cercato di rispondere alle richieste di studenti, genitori e imprenditori, attivando nell'anno scolastico 2015/2016 il progetto di alternanza scuola-lavoro.

A tre anni dall'avvio, il progetto è stato ribattezzato "Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento".
Nonostante l’obiettivo condiviso da più parti, il feedback da parte di molti studenti e insegnanti non è stato positivo. Come mai molti partecipanti non sono felici di come si è svolta l’alternanza scuola-lavoro?

Caratteristiche

Il percorso inizia dai PCTO, cioè “percorsi curriculari formativi”. Si individuano le competenze da sviluppare negli studenti. I ragazzi stessi sono coinvolti già in fase di definizione dei progetti di alternanza scuola-lavoro, che vengono sviluppati dal Consiglio di classe insieme ai tutor esterni delle strutture ospitanti - enti, imprese, organizzazioni.

La durata del progetto può essere stabilita autonomamente dall'istituto scolastico, purché vengano effettuate minimo:

  • ●  90 ore nei licei;
  • ●  150 ore negli istituti tecnici;
  • ●  210 ore negli istituti professionali.

Per tutelare i ragazzi impegnati nei percorsi, la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti indica il comportamento e gli impegni a carico sia degli studenti che degli istituti ospitanti. Gli studenti devono poter fruire di ambienti sicuri, devono essere seguiti da tutor qualificati per assicurare un percorso formativo di qualità.

La valutazione dell’esito formativo è fondamentale per il progetto: devono essere accertate le competenze in ingresso e verificati i risultati attesi al termine del percorso, per rendere davvero utile ed efficace l’esperienza.

studente apprendista tirocinio professionale azienda

Cosa pensano i ragazzi?

Interviste e inchieste portano alla luce opinioni discordanti da parte dei giovani coinvolti: c'è chi ha lavorato in un ambito affine ai propri interessi o al proprio percorso scolastico, trovando in generale l'esperienza formativa e appagante. Invece risulta poco soddisfatto dell'alternanza chi è stato catapultato in una struttura poco organizzata, senza un progetto concreto, con tutor poco presenti o del tutto assenti. Per alcuni studenti l'alternanza scuola-lavoro è addirittura sinonimo di sfruttamento e perdita di tempo, come è stato raccontato già nel 2017 nell'inchiesta de L'Espresso. Progetti incompatibili con i percorsi di studi, ore passate a fare fotocopie, richieste di manovalanza gratuita da parte delle aziende: questi sono alcuni dei casi più sfortunati.

Queste storie si scontrano con i casi d'eccellenza, come quelli presentati al concorso "Storie di Alternanza" promosso da Unioncamere con le Camere di commercio italiane. Ragazzi felici di imparare fuori dalla classe raccontano con entusiasmo di progetti che spesso riguardano la valorizzazione del territorio e delle bellezze artistico-culturali, la sostenibilità, l'imprenditoria green e le nuove tecnologie.

In conclusione: se gli studenti vengono stimolati con progetti innovativi e originali, quasi tutti si mettono in gioco, uscendo dall'esperienza arricchiti e più preparati ad affrontare il mercato del lavoro.

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Cosa pensano gli insegnanti?

Molti insegnanti concordano con la necessità di avvicinare gli studenti al mondo del lavoro già a partire dalle scuole superiori, ma non con il metodo proposto dall'alternanza scuola-lavoro. Le molte ore previste dal progetto hanno incrementato le attività extra-curriculari, di conseguenza è diminuito il tempo dedicato allo studio. Le assenze in classe sono aumentate, e si è rivelato più difficile concludere il programma di studi.

Al di là del rendimento scolastico dei ragazzi, molti docenti hanno lamentato difficoltà logistiche e organizzative per sviluppare i progetti di alternanza scuola-lavoro. In particolare trovare un numero sufficiente di aziende disponibili per ospitare gli studenti è stato complesso, soprattutto al Sud Italia, dove scuola e mondo del lavoro sono ancora molto distanti.

Chi può o deve partecipare?

Tutti: l’alternanza scuola-lavoro è obbligatoria per tutti gli studenti del triennio delle scuole superiori. Completare le ore di PCTO è di fatto un requisito obbligatorio per accedere all'esame di maturità. Il Ministero aveva anche stabilito che l'esperienza formativa sarebbe potuta essere oggetto dell’orale.

Tuttavia, a causa dell'emergenza sanitaria Coronavirus (COVID-19), questa condizione è stata rimossa dai criteri di ammissione alla maturità 2020. Dunque i maturandi 2020 potranno accedere all'esame di Stato anche senza aver svolto il numero di ore obbligatorie di alternanza scuola-lavoro.

Dovranno comunque presentare alla commissione una relazione sull’attività di PCTO svolta.

 

 


Fonti

www.alternanza.miur.gov.it

www.miur.gov.it/web/guest/-/linee-guida-dei-percorsi-per-le-competenze-trasversali-e-per-l-orientamento

espresso.repubblica.it/inchieste/2017/05/04/news/l-alternanza-scuola-lavoro-e-un-mezzo-flop-tra-studenti-parcheggiati-e-prof-lasciati-soli

www.skuola.net/news/inchiesta/alternanza-scuola-lavoro-aspetti-positivi-durata-prof-rapporti

www.studenti.it/alternanza-scuola-lavoro-gli-studenti-chiedono-piu-ore

www.orizzontescuola.it/alternanza-scuola-lavoro-le-riflessioni-di-un-collegio-docenti

www.camera.it/temiap/documentazione/temi/pdf/1105549.pdf?_1588165266925