OCSE, indagine sull'istruzione nel mondo

OCSE indagine stato istruzione

Qual è il paese con gli insegnanti più anziani? Quale quello con i peggiori risultati in matematica? Chi investe di più nell’istruzione?

Il rapporto periodico OCSE (che potete consultare integralmente e gratuitamente qui) risponde a queste ed altre domande; una panoramica per comprendere lo stato di salute dell'istruzione nel mondo e in Italia.

NEET.

I giovani tra i 20 e i 24 che non lavorano, non studiano e che, in generale, non seguono nessun corso di formazione sono i cosiddetti NEET: “not (engaged) in education, employment or training, e rappresentano il 17% circa per cento della popolazione mondiale.

L’Italia, assieme alla Turchia, risulta essere il paese con la più alta percentuale di NEET (quasi il 35%), ma se nel primo caso non vi è alcuno scarto fra occupazione femminile e occupazione maschile, nel secondo la disparità risulta essere abbastanza consistente.

L’Islanda, l’Olanda e la Germania sono invece i paesi con il più basso tasso di NEET. La disparità tra occupazione maschile e femminile in questi paesi è quasi nulla e in alcuni casi (Germania) si assiste anche ad una inversione di tendenza: sono le donne a lavorare più degli uomini. 

Chi investe di più sull’istruzione?

Secondo le statistiche OCSE i paesi che spendono di più per l’istruzione sono Costa Rica, Regno Unito e Columbia, mentre l’Italia si posiziona al quartultimo posto.

La Costa Rica è anche il paese che più di tutti investe nell’istruzione pubblica, seguita da Norvegia e Danimarca. Il paese ad investire maggiormente nelle università private è invece la Corea, seguita da Giappone e Stati Uniti.

Salari a confronto.

Dal rapporto OCSE risulta che gli insegnanti con un livello di istruzione medio – basso guadagnano l’85% circa del salario di lavoratori con un livello di istruzione universitario.

I paesi in cui gli insegnanti percepiscono un salario maggiore sono Lussemburgo, Grecia, Israele, mentre in Repubblica Ceca, Slovacchia, USA e Italia la paga media è inferiore.

Insegnanti anziani e dove trovarli.

Dalle statistiche OCSE emerge che in media oltre il 30% degli insegnanti delle scuole primarie ha 50 anni o più.

L'Italia è all'ultimo posto di questa classifica, con una percentuale di professori di età pari o superiore ai 50 anni di circa il 60%, seguita da Germania e Lituania, che però, a differenza del Bel Paese, possono contare su un maggior numero di insegnanti under 30.

Indonesia e Gran Bretagna sono invece i due paesi che contano il maggior numero di insegnanti di età inferiore ai 30 anni.

Genitori e figli, uomini e donne.

  

Può, il grado di istruzione dei genitori, influenzare quello dei figli?

Secondo le statistiche OCSE ciò avviene in più del 25% dei casi (ma la percentuale varia a seconda del fatto che i genitori siano stranieri o meno), Turchia, Italia e Spagna sono i paesi in cui questo fenomeno si verifica con maggior intensità.

Altro dato interessante riguarda il grado di istruzione raggiunto dalle donne. In media, le donne rappresentano circa il 58% dei laureati e il 47% di coloro che hanno conseguito un dottorato di ricerca.

La Svezia è il paese con il più alto tasso di laureate (69%), mentre la Lettonia quello con la più alta percentuale di donne aventi conseguito un dottorato di ricerca (60%+).

L’Italia si pone di poco al di sopra della media OCSE, con il 59% di laureate e il 52% di donne aventi conseguito un dottorato di ricerca.

Meno incoraggiante è il fatto che, a livello mondiale, il numero delle insegnanti di sesso femminile diminuisca all’aumentare del livello dell’educazione.

Russia, Lettonia e Lituania sono i paesi con la più alta percentuale di insegnanti donne, sia per quanto riguarda l’educazione secondaria che per quanto riguarda i livelli di istruzione universitaria. Al contrario, Giappone, Svizzera e Turchia rappresentano i paesi in cui istruzione secondaria superiore e istruzione universitaria non sembrano andare di pari passo con l’insegnamento femminile.

La disparità tra generi riguarda anche i campi di studio. In media, si contano una donna laureata in ingegneria (e affini) ogni tre uomini e 4+ donne laureate in scienze della formazione/educazione ogni uomo.

La scuola in età prescolare aiuta con la matematica?

Secondo le statistiche OCSE: sì, frequentare una scuola in età prescolare a lungo andare ridurrebbe la possibilità di ottenere scarsi risultati in matematica.

A proposito di matematica, qual è il paese che zoppica di più in questa materia? Il paese con la minor propensione per i calcoli sarebbe l’Argentina ed è da notare lo scarto di risultato tra coloro che non hanno frequentato una scuola in età prescolare e coloro che ne hanno invece frequentata una per più di un anno.

I paesi che, al contrario, vantano ottimi risultati in matematica sono Estonia, Corea e Canada.

Conclusioni.

Il quadro che ci restituisce questa indagine non è certo positivo per il nostro paese: gli insegnanti pubblici sono infatti mediamente piuttosto vecchi, maschi e percepiscono uno stipendio inferiore rispetto agli altri lavoratori con laurea, condizioni che incidono pesantemente sul livello di motivazione e qualità. L'Italia investe poco nell'educazione ed i suoi giovani sono meno fiduciosi nel futuro, eventualità che difficilmente possiamo considerare scollegate.